Licenziamento via WhatsApp: è valido? Il Tribunale di Catania dice si.
Il Tribunale di Catania, con la sentenza n. 2261 del 27 maggio 2025, ha confermato la validità del licenziamento comunicato tramite WhatsApp, stabilendo che i mezzi digitali possono soddisfare il requisito della forma scritta previsto dalla legge.
Il caso
Un lavoratore aveva contestato il licenziamento per assenza della forma scritta, sostenendo di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale e aver appreso l’interruzione del rapporto di lavoro solo tramite l’esclusione dai turni di lavoro. Tuttavia, il datore di lavoro ha dimostrato di aver correttamente comunicato l’intenzione di recedere: prima informando il lavoratore dell’intenzione del licenziamento, poi inviando un messaggio WhatsApp al lavoratore con l’invito a sottoscrivere il preavviso, infine inviando una e-mail contenente la conferma del licenziamento e la trasmissione del modello Unilav, come confermato dallo stesso lavoratore.
Il Tribunale di Catania ha quindi ritenuto che l’utilizzo di strumenti digitali, come WhatsApp ed e-mail, siano idonei a comunicare per iscritto la volontà di recedere dal contratto di lavoro.
Conclusione
La forma scritta del licenziamento può essere assolta anche tramite strumenti digitali. Non conta il supporto cartaceo o digitale, ma la capacità di comunicare il licenziamento e renderlo conoscibile al lavoratore. Quindi il licenziamento comunicato via WhatsApp, o con mezzi digitali, soddisfa la forma scritta ed è valido.
